dtach avvolge un comando in una sorta di contenitore di processo con un nuovo
dispositivo terminale e una nuova sessione, permettendo di «distaccarsi» da esso,
essenzialmente mettendo il processo in background, e in seguito di riattaccarsi,
in modo simile alla funzione omonima di GNU screen.
dtach evita di interpretare gran parte dell'input e dell'output tra i terminali
collegati e il programma sotto il suo controllo. Sebbene la modalità multi display (come
screen -x) sia disponibile, tipi di terminale diversi o persino dimensioni non sono
gestiti.
Paths come from the repository package-file index for the observed builds. They describe archive/package associations, not every file that will exist on a running system after maintainer scripts, alternatives, generated state, diversions, or installation choices.
OpenFactory può avviare questo sistema operativo in una macchina virtuale del browser, o iniziare una costruzione che include il nome nativo del pacchetto di questo record.
Ogni riga è metadato dell'indice pacchetti per una versione, architettura, suite e repository. Nomi, URL e dimensioni arrivano dalla fonte; un link è un punto di recupero mutabile, non una redistribuzione OpenFactory.
Repository signatures authenticate metadata. Artifact hashing is recorded separately. Neither establishes package safety.
0.9+2.748020b-3.5 / x86_64Osservato Sep 1, 2026sha512 48c01f75e4c0…ff87defdImpronta della fonte
Metadata observed; artifact bytes were not independently fetched or hashed by this catalog import. The digest below is source-reported.
Impronta della fonte (sha512): 48c01f75e4c0977f616c3526e237bbbc055ae3aa86bd90261b62b985a20697b03f18c6b47a5a1531539ec167a34aeabae9494d377ddc8d0b93fe72b5ff87defd